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Presidente della Regione Lombardia

Assessore alla Tutela ambientale della Regione Lombardia

Presidente della Commissione Tutela ambientale della Regione Lombardia

Presidente della Provincia di Varese

e per conoscenza

Presidente della Società a responsabilità limitata Alfa s.r.l.

A.T.O. Varese

 

 

Oggetto: Fiume Olona: quadro desolante e preoccupante. L’Olona è una fogna con sei depuratori inefficienti e sul quale grava un intreccio di società che sembra essere stato costituito solo per rallentare il risanamento e per creare, probabilmente, ruoli ben retribuiti. Chiediamo a chi governa, azioni rapide e ficcanti per sanare la situazione attuale e evitare la multa comunitaria.

 

Egregi Signori,

abbiamo ricevuto dopo richiesta con grande celerità – ed in questo ringraziamo – da parte della segreteria della Commissione Tutela ambientale della Regione Lombardia il verbale della recentissima riunione in data 30 giugno u.s.

L’audizione dei vertici e funzionari della Società Alfa s.r.l , pur in un quadro di grande sintesi e necessariamente limitato fa  emergere uno stato di tutela delle acque per il Fiume Olona nella provincia di Varese  desolante e preoccupante.

Dei sei impianti di depurazione esistenti (Cairate, Cantello, Gornate Olona, Olgiate Olona, Saltrio e Varese Pravaccio), praticamente nessuno è in buono stato di efficienza (addirittura quello di Gornate Olona, in servizio dal 2010 presenta gravi carenze funzionali che potrebbero richiedere a breve interventi per 2,5 milioni di €). Questa diffusa  inadeguatezza  rischia di non permettere alla Regione Lombardia di poter evitare quella contravvenzione comunitaria che grava su tutte le nostre tasche. Contravvenzione che qualora comminata renderebbe davvero difficile fuoriuscire dalla situazione di crisi in cui ci troviamo.

Emerge, per gli impianti di collettamento generale e di depurazione, il preoccupante intreccio (forse meglio pasticcio) istituzionale per cui per poter assumere ogni decisione operativa occorre il consenso di enti che sembrano essere stati costituiti per rallentare il risanamento e probabilmente solo per creare una pluralità di ruoli ben retribuiti. Più che migliorare le condizioni del nostro ambiente chi ci ha governato è stato bravo a inventarsi scatole cinesi che compongono labirinti dai quali diventa difficile uscire e all’interno delle quali si sono persi ricchi stanziamenti regionali.

D’altra parte, il sistema delle fognature comunali pur ancora in gran parte in diretta dipendenza dai comuni stessi, per quanto emerge non lascia particolari speranze, la sussistenza di eclatanti situazioni di scarico abusivo o di intere frazioni non allacciate al depuratore la dice lunga sui ritardi e responsabilità di queste amministrazioni, chiamate da oltre un quarantennio per legge alla tutela delle proprie risorse idriche e fruenti di risorse (canoni tariffari, oneri di urbanizzazione) e poteri evidentemente dedicati ad altro.

Non solo la società civile è stata messa alle corde e se non singole situazioni nulla è trapelato circa l’esistenza di un vero e proprio sistema in degenerazione.

Per inciso, i dati emergenti da cenni a verbale,(Ceresio) dai dati empirici in nostro possesso, dai rilievi generali esposti dall’A.T.O Varese nel proprio sito, lasciano presumere che la situazione non sia migliore anche fuori dal bacino dell’Olona, in materia richiamiamo, a titolo esempificativo,  le nostre annose denuncie sulla mancata realizzazione dello sdoppiamento delle reti fognarie nel bacino del Lago di Varese.

Ci chiediamo: perché è stato possibile arrivare a questa situazione di compromissione di un corso d’acqua nel quale si nuotava e si pescavano gamberi e dove ora si possono solo raccattare confuse dalla schiuma parti di lavatrici, materassi e suole di scarpe.

Vogliamo che la politica consenta ai cittadini di uscire dalla grave situazione non solo di inquinamento ma anche di confusione in cui il corpo sociale con il territorio in cui vive è stato gettato. Vogliamo che sia adempiuta la Legge che attua la Convenzione di Aarhus e che consente agli interessati di dare sempre il proprio parere nelle decisioni che abbiano riferimento a questioni inerenti l’ambiente.

Chiediamo che:

  • il Consiglio Regionale della Regione Lombardia attivi, con i poteri occorrenti la Commissione Ambiente o più specifico Organo statutario per una seria inchiesta sulla situazione complessiva dei servizi idrici, per gli aspetti istituzionali, gestionali ed economici fornendo in tempi brevi e certi una quadro generale che porti il problema a doverosa conoscenza dei cittadini in ottica di conoscenza e trasparenza, identificando carenze, distorsioni e responsabilità istituzionali e personali;
  • per il Bacino dell’Olona, come per altri comparti in analoga situazione, le strutture amministrative pubbliche competenti siano attivate per interventi – anche commissariali – immediati e diretti, finalizzati a ricondurre ad una logica di operatività e di funzionalità il quadro istituzionale/societario che governa la bonifica del corso d’acqua, riportando la situazione ad un livello accettabile di efficienza anche a scongiurare le indicate sanzioni comunitarie;
  • a tutela della trasparenza negli interventi di governo delle risorse idriche gli Organi decisionali amministrativi di ogni struttura Ente o Società competenti in questi servizi di pubblico interesse siano aperti alla partecipazione di associazioni ambientaliste, o cittadini/gruppi organizzati tramite procedure trasparenti ed aperte alla Società civile.

 

Concordiamo sul fatto che l’inquinamento del fiume sia un problema, tecnico strutturale ma vorremmo che la politica comprendesse come questo sia un problema, soprattutto, sociale (per questo motivo avevamo applaudito alla scelta della commissione regionale di voler istituire le sentinelle dell’Olona). Desideravamo e desideriamo venga, infatti, attuato un sistema diverso. Volevamo e vogliamo, così, che i cittadini fossero e siano coinvolti nella loro scelta e che queste (le sentinelle) potessero e possano avere un diretto collegamento con l’Arpa e la Asl  (ora ASST) partecipino e partecipassero a più Consigli comunali dando conoscenza pubblica del proprio lavoro. Volevamo e vogliamo che le sentinelle informassero e informino almeno mensilmente la Commissione Tutela ambientale della Regione Lombardia  sugli interventi da eseguire.

Naturalmente, la nostra Associazione, in proprio o in collaborazione, si riserva di dar seguito alla presente con tutte le possibili iniziative atte a far conoscere ai cittadini  quanto avviene in tema idrico ambientale, richiamando direttamente tutti gli attori istituzionali in campo, in primis i Comuni, alla necessità di una seria considerazione della propria azione amministrativa in materia ed alle inerenti responsabilità in ogni sede.

Con osservanza in attesa di un cortese riscontro nei termini di Legge, porgiamo cordiali saluti.

 

Il presidente

Arturo Bortoluzzi                                                               Varese, il 12  luglio 2016