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Non verranno attuati i piani di recupero delle cave ex Coppa di Cantello e La Rasa tra Brinzio e Varese, che sono state definitivamente stralciate dal Piano cave della Regione Lombardia. La battaglia per arrivare a questa decisione politica, è stata lunga, molto incerta. Partire per combatterla, è stata una decisione che ha provocato improperi e i soliti commenti “ Gli ambientalisti vogliono solo  combattere a tempo perso, impiegando energie inutilmente “. Non è però andata così. Abbiamo trovato politici coscienziosi, politici pentiti e tecnici capaci, oltre che uomini con ardimento, costanza e pazienza. Abbiamo saputo utilizzare il diritto ed è stato un procedimento che ha visto il nostro passaggio vincente per commissioni e consigli. Ricordiamo, in particolare, le iniziative di coloro che per primi si sono mossi nei confronti della Comunità Europea  (con un ruolo diverso ma efficace) Gianluca Albertini e Mauro Sabbadini e che hanno conseguito il fondamentale risultato di far mettere il piano cave della Regione Lombardia sotto le norme della Valutazione Ambientale malgrado questo fosse stato già approvato. La valutazione ambientale è stata quindi attuata ex post e una provvidenziale Legge della Regione Lombardia ha fatto sì che non si potesse iniziare cavare prima della ultimazione del procedimento di valutazione ambientale strategica . Si è così conservato il territorio malgrado sussistenti le aspettative economiche contrarie .

Dopo l’azione di questi c’è stata la battaglia lenta di cui si è detto. Questa è stata combattuta, da un comitato composto da tante associazioni e da diverse Istituzioni. Tra le plurime persone che è giusto ricordare c’è (mi scuso di eventuali dimenticanze): Luca Marsico, Giangiacomo Longoni, Roberto Anelli, Giuseppe Piero Villani, Alessandro Alfieri, Giosuè Frosio, Gunnar Vincenzi, Gabriele Sola, Giuliana Andreoli, Marco Viganò, Marco Dalla Fiore, Roberto Di Giandomenico, Giuseppe Cocquio, Massimo Rovera, Clementino Rivolta,  Marco Pinti, Giulio Cavalli, Alessandro Uggeri, Adriano Chiaravalli e Mihaela Ciobanu, Sonia Rossato. Non posso scordare le trasmissioni televisive nazionali  che hanno supportato la nostra azione e tra queste  ricordo, in particolare, Falò della Svizzera Italiana, con la puntata: “L’oro di Cantello”, Report di Rai 3, con la puntata: “La banda del buco” e Striscia la Notizia di Canale 5. Tra le televisioni locali ricordo certamente Rete 55 e Tele Sette Laghi e tra i giornali La Provincia e La Prealpina dove si sono spesi con continuità Renata Manzoni e Riccardo Prando.

Vincere non è tutto, ma come  dice  Henry Russell Sanders è proprio vero che è l’unica cosa che conta. Questa decisione regionale lo dimostra come si dice “ senza se e senza ma “.

Ora, deve essere continuata la battaglia come iniziata, facendo in modo che venga smessa la barbara usanza di cavare le bellissime colline e montagne che rendono maestoso e variegato il mirabile  paesaggio italiano ed, in particolare, quello lombardo. Dovrà sorgere un mercato di materiale sostitutivo di quello di cava e prodotto industrialmente. Dovrà esserci una completa conformazione delle leggi e dei regolamenti regionali lombardi alle disposizioni della comunità europea. Ancora questa non c’è stata e ancora si aspetta l’azione di qualcuno che vada  a domandare l’intervento della comunità europea. Non lo si faccia!

Si precorrano, Ora, i tempi.

Il Presidente

Arturo Bortoluzzi                                                       Varese, 22 giugno 2016